24 aprile 2018

Il 25 aprile è un gran giorno



Buca delle fate, 1974
Il 25 Aprile è un gran bel giorno.
Piero, mio fratello,  lo "scelse" per il suo ultimo viaggio alle 1.05 di 20 anni fa.



22 marzo 2018

Ciao Sussi


Susanna Benvenuti è morta alle 6.09 di martedì 13 marzo scorso.

E’ terminata la sua lotta contro la sofferenza per una malattia che l’ha tormentata per 15 lunghi anni  ma che non gli ha mai impedito di celebrare la vita trasmettendo agli altr* “gli strumenti per "poter ogni volta ricominciare anche quando le esperienze fisiche si facevano terribili…  e l’agenda era diventata scarna, bianca!”. 
Una persona cara nella vita, preziosa nel lavoro, nella ricerca, nell’insegnamento, nell’impegno sindacale così come nella scrittura (nel 2011 le è stato assegnato il Premio "Le donne si raccontano" https://youtu.be/Joh5_epESmg) o nello sport, che ha pervaso di sapere e amore il mondo intorno, con semplicità e anche ironia. 

Il rettore dell’Ateneo fiorentino professor Luigi Dei ha ricordato, aprendo la seduta del Senato accademico del 14 marzo scorso, la senatrice Susanna Benvenuti: “Susanna Benvenuti, fiorentina, laureata in scienze biologiche, ha prestato servizio presso l’Ateneo dal 1990 come tecnico di laboratorio nella sezione di Endocrinologia del Dipartimento di Fisiopatologica clinica, allora diretto da Mario Serio. Benvenuti si è occupata, oltre che della diagnostica di laboratorio, anche di ricerca, insieme a Maria Luisa Brandi, su tematiche inerenti il metabolismo minerale. Successivamente, ha collaborato per oltre 20 anni con Alessandro Peri, su ricerche in campo neuroendocrinologico. Susanna Benvenuti ha firmato oltre 50 pubblicazioni scientifiche e ha contribuito a progetti di ricerca, alla loro esecuzione e alla elaborazione dei dati sperimentali. Ha svolto, inoltre, attività di tutoraggio di molti laureandi dei corsi di laurea di Medicina e di Scienze Biologiche, insegnando loro le tecniche di biologia cellulare.
Susanna ha ricoperto anche cariche istituzionali essendo stata Senatrice, quale rappresentante del personale tecnico, amministrativo e dei collaboratori ed esperti linguistici, dal novembre 2016 fino alla data della sua scomparsa". Il Rettore ha voluto ricordare con affetto la sua totale dedizione all'Ateneo per il quale ha sempre mostrato non solo alta professionalità, ma anche rare virtù e uno spirito di servizio davvero encomiabile. Il Rettore ha infine voluto sottolineare l'umanità, la cordialità, l'affabilità di Susanna e il suo sorriso che non è mai venuto meno nonostante la dura prova che il destino le ha riservato. Al  termine il Rettore ha invitato a un minuto di raccoglimento in sua memoria.


"Ciao Susy" si legge nel sito della FLC-CGIL Toscana che la ricorda “instancabile e combattiva a rappresentare tutti i lavoratori, prima nella RSU, poi come Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (in cui tanto credeva) e attualmente al suo secondo mandato in Senato Accademico. Il nostro affetto va alla donna coraggiosa che fino all’ultimo ha sfidato la sua malattia mantenendo vivi lucidità e impegno e alla compagna sempre presente al nostro fianco. Una donna viva e generosa. Vogliamo ricordarla così".

Amava particolarmente il Dragon Boat. Non vedeva l’ora di pagaiare con le sue compagne di squadra, la Florence Dragon Lady, che le hanno dato e ricevuto forza e gioia.  Perché salire su quelle strane barche era una gioia e una delle armi vincenti contro la malattia e la solitudine, l’isolamento che la malattia troppo spesso porta con sé.

Ciao Sussi!

Intervista su Toscana TV del settembre 2014:
https://www.youtube.com/watch?v=pL2vlNzB0ts
Premiazione "Le donne si raccontano": 

15 marzo 2018

L'Italia tra arte e politica



Straordinario viaggio "tra arte, politica e società nell'Italia tra gli anni Cinquanta e il periodo della contestazione del Sessantotto" attraverso le opere di Guttuso, Fontana, Burri, Vedova, Castellani, Manzoni, Schifano, Merz e Pistoletto da domani in palazzo Strozzi a Firenze.
La mostra Nascita di una Nazione tra Guttuso, Fontana e Pistoletto a cura di Luca Massimo Barbero, vede per la prima volta riunite assieme opere emblematiche del fermento culturale italiano del secondo dopoguerra, gli anni del cosiddetto “miracolo economico”, momento di trasformazione profonda della società italiana fino alla fatidica data del 1968. 
È in questo ventennio che prende forma una nuova idea di arte, proiettata nella contemporaneità attraverso una straordinaria vitalità di linguaggi, materie e forme. Un itinerario artistico che parte dalla diatriba  tra Realismo e Astrazione, prosegue con il trionfo dell’Arte Informale per arrivare alle sperimentazioni su immagini, gesti e figure della Pop Art in giustapposizione con le esperienze della pittura monocroma fino ai nuovi linguaggi dell’Arte Povera e dell’Arte Concettuale.

LA MOSTRA
La mostra racconta la nascita del senso di Nazione attraverso gli occhi e le pratiche di artisti che, con le loro sperimentazioni, da un lato fanno arte di militanza e impegno politico, dall’altra reinventano i concetti di identità, appartenenza e collettività collegandosi alle contraddizioni della storia d’Italia negli anni successivi al cupo periodo del fascismo e della guerra. Sono questi gli anni del cosiddetto “miracolo economico”, momento di trasformazione profonda della società italiana fino alla fatidica data del 1968, di cui nel 2018 ricorre il cinquantesimo anniversario. 

È in questo ventennio che prende forma una nuova idea di arte, proiettata nella ontemporaneità attraverso una straordinaria vitalità di linguaggi, materie e forme che si alimentano di segni e figure della cronaca. Come in una sorta di “macchina del tempo” costruita per immagini. 



Pao. Ma.

9 marzo 2018

Otto marzo 2018 a Firenze

Corteo contro la violenza di genere nella
giornata internazionale della donna 2018.

18 febbraio 2018

Italia7 rischia la chiusura

D'accordo o meno con quello che mette in onda sono preoccupato. Testate giornalistiche, radio e tv si spengono in un silenzio che vedo sempre più preoccupante per l'informazione e quindi per la democrazia, oltre che per le persone che vi lavorano. Di seguito l'appello dell'Asssociazione stampa toscana e del Cdr della testata:Fallimento Italia7: non può sparire un patrimonio unico. L'appello dell'Ast e del Cdr. 
L'Associazione Stampa Toscana esprime grande preoccupazione per il fallimento della società Il Gelsomino, editrice dell'emittente televisiva Italia7, deciso dal Tribunale di Firenze. La società era proprietaria anche di 8Toscana, Gastone Nencini Tv, Civico e dei rispettivi canali digitali terrestri sui quali vengono irradiate, oltre che di altri canali sui quali non era in atto alcuna programmazione. E' stato nominato un curatore fallimentare, nella persona del dottor Gino Mazzi, il quale ha già annunciato ai dipendenti (oltre una ventina, compresi alcuni collaboratori) il prosieguo dell'attività in attesa che si possa concretizzare il passaggio della società ad altro gruppo imprenditoriale.A quanto risulta, almeno due gruppi sarebbero interessati ad acquisire il ramo d'azienda e a proseguire responsabilmente l'attività, nel rispetto dei contratti di lavoro, garantendo l'occupazione a dipendenti che non hanno alcuna responsabilità nel fallimento de Il Gelsomino-Italia7,ma che, al contrario, hanno saputo dimostrare grande capacità professionale, mandando in onda trasmissioni di altissima qualità che costituiscono un patrimonio di cultura e informazione per la stessa regione Toscana. E proprio alla Regione, l'Ast, attraverso il suo presidente Sandro Bennucci, ha chiesto d'intervenire con l'Unità di crisi guidata da Gianfranco Simoncini - consulente per il lavoro del governatore Enrico Rossi - perché tutto ciò si realizzi. L'Associazione Stampa Toscana e il Cdr di Italia7 rivolgono anche un appello al Consiglio regionale, al Comune di Firenze e a tutte le forze politiche affinchè questo patrimonio di professionalità non vada disperso.

19 gennaio 2018

Il Sessantotto 50 anni dopo

Cambiarono molte cose da allora, dentro e fuori di noi. 

Ero piccolo ma ricordo molto bene quei caroselli, non quelli della Tv fra cena e letto, ma quelli in piazza San Marco delle camionette e degli idranti verdi della celere, le fughe. A cinquant'anni da quegli eventi Ciclostilato in proprio storia e memorie del Movimento studentesco fiorentino e Diritti a sinistra Firenze hanno organizzato una serie di momenti pubblici di riflessione e discussione. Il primo appuntamento è per martedì 30 gennaio 2018, nello stesso giorno in cui, nel '68, la polizia caricò duramente gli studenti che protestavano in piazza San Marco. Da lì le dimissioni del rettore dell'Ateneo fiorentino Giacomo Devoto e un periodo di proteste e manifestazioni che pervasero Firenze dalla scuola all'università, alle fabbriche e in ogni luogo di lavoro portando nelle strade e nelle piazze cortei infiniti. L'incontro, aperto a tutte e a tutti gli interessati, si terrà alle 21 nel saloncino Arci in piazza dei Ciompi 11 a Firenze. Al dibattito, coordinato da Susanna Cressati, parteciperanno Amos Cecchi, Pancho Pardi, Alessandra Pescarolo e Gianpasquale Santomassimo.
Ecco di seguito una "cronaca sintetica" di quei giorni che precedettero quelli, ben più noti di "valle Giulia!".
Firenze 24 gennaio ore 10 - Facoltà di Magistero, 26 gennaio ore 16 Facoltà di Architettura. La polizia giudiziaria, su mandato del Procuratore generale della repubblica di Firenze entra nelle facoltà mentre gli studenti sono riuniti in assemblea e scheda i nomi dei partecipanti.
Firenze 30 gennaio ore 9.30 - Una imponente manifestazione di studenti universitari e medi indetta dalle assemblee studentesche prende le mosse dal salone di Sant'Apollonia in via San Gallo e dopo aver sfilato per le vie del centro della città si ferma in piazza San Marco. Il rettore dell'Ateneo Giacomo Devoto chiede un incontro con una delegazione di studenti.
Firenze, 30 gennaio ore 12, piazza San Marco - La polizia carica gli studenti che al termine della manifestazione sostano di fronte al Rettorato. Agenti della "squadra politica" entrano nell'atrio del Rettorato e colpiscono i membri della delegazione che si era recata a parlare col rettore.
Firenze 30 gennaio, ore 17, Prefettura - Il prefetto rifiuta di ricevere il Rettore insieme a una delegazione di studenti che vuole esporre i fatti e ottenere da lui una spiegazione.
Firenze 30 gennaio ore 20 - Le assemblee di tutte le facoltà dell'ateneo fiorentino convocate d'urgenza dichiarano l'"occupazione ad oltranza".

Firenze 31 gennaio ore 9 - Il rettore Giacomo Devoto in in una lettera agli studenti comunica di aver inviato al ministro della Pubblica istruzione le sue dimissioni in seguito all'atteggiamento del prefetto nei confronti degli studenti.
Firenze 4 febbraio ore 12, Prefettura - Il Capo della polizia accorso a Firenze in un comunicato stampa dichiara che si è trattato di "Spiacevoli equivoci".
Firenze 5 febbraio ore 9, Procura generale della repubblica - Uno studente della delegazione ricevuta dal rettore il 30 gennaio, percosso rio del rettorato sporge formale querela nei confronti del suo assalitore. Il commissario della "squadra politica", che aveva guidato le operazioni degli agenti in borghese all'interno del rettorato.
Pao. Ma.

16 dicembre 2017

Sammuri presidente del Parco dell'Arcipelago

Giampiero Sammuri riconfermato Presidente del Parco nazionale dell'Arcipelago toscano. Resterà in carica per altri 5 anni a titolo gratuito. Buon lavoro!

26 novembre 2017

Gianna, una bella persona



Gianna era una bella persona, gentile. Gianna era un’amica. Gianna era diversa, come noi. 
Abitava in via Magalotti, in quella strada stretta che da piazza San Remigio porta dritta o quasi in Borgo dei Greci, nello stesso palazzo in cui abitava Romano Cecconi, la “Romanina”. 
E’ stato inevitabile conoscersi, dopo le prime schermaglie con noi ragazzacci, fino a diventare amici. 
Ho scoperto con tristezza che è morta l’11 maggio del 2009. 
Attrice e intellettuale, attivista radicale, una figura di riferimento del Movimento transessuale italiano. Fondatrice del M.I.T. (Movimento Identità Trans), in prima linea per la conquista della Legge n. 164 del 1982, sulla rettificazione della riconversione del sesso. 
La vita di Gianna è la testimonianza di un’epoca, di un mondo lontano, l’esperienza di una persona che ha vissuto appieno la sua identità in un periodo difficile, quando non “poteva essere visibile”.
La ricordo come un'amica preziosa, le gite sulla neve o al mare, le passeggiate e le lunghe chiacchierate. La ricordo come una grande donna che ha contribuito a pensare Firenze come un luogo nel quale temi come l’ordine pubblico e la sicurezza sociale possano andare di pari passo con le libertà soggettive di tutti i cittadini. 

"... il mio vero nome è Gianna, sono nata in una cittadina vicino a Firenze, Sesto Fiorentino, 
è il posto che io ho più caro...":

https://www.youtube.com/watch?v=3fwOeD5CjOc

Pao. Ma.

17 novembre 2017

Campiglia fra le 100 mete d'eccellenza

Ne sono davvero contento ma non sorpreso: Campiglia Marittima è tra le mete d'eccellenza, premiate nell'ambito del concorso "100 mete d'Italia" promosso dalle Edizioni Dell'Anna. Il premio è stato assegnato il 16 novembre scorso nella sede del Senato a Palazzo Madama ea Roma. A rappresentare Campiglia la sindaca Rossana Soffritti. Campiglia si è presentata al concorso con i progetti CampigliAccademia e Apritiborgo Abc Festival realizzati in collaborazione con l'Accademia di belle arti di Firenze e Terzostudio Progetti per lo spettacolo. Il riconoscimento ottenuto è la pubblicazione di una presentazione di Campiglia e del suo territorio, in italiano e in inglese, nel volume dal titolo “100 Mete d’Italia” di RDE.  Essere inseriti nelle 100 mete
di eccellenza che nel bel volume interpretano i valori dell’italianità attraverso la loro originalità , il
loro stile, la loro storia, è sicuramente motivo di soddisfazione e un veicolo di promozione culturale e turistica importante. I 100 comuni selezionati sono stati raggruppati in dieci sezioni previste dal progetto editoriale e identificate con  fiori e piante (c’è stato poi un vincitore ulteriore per ogni sezione). Il Comune di Campiglia Marittima è stato inserito nel “Giacinto”, così descritto dall’editore Riccardo Dell’Anna:  “È questo il capitolo dedicato al racconto delle mete che sono state capaci di incentivare l’attività sportiva e artistica nell’ambito delle loro comunità. Manifestazioni canore, attività agonistiche, esibizioni di danza e teatro sono momenti di aggregazione sociale fondamentali per rafforzare una collettività e renderla parte di un progetto unico ma ampiamente condiviso”.


Altri post su Campiglia:


LO SGUARDO SU CAMPIGLIA

STREGATI DALLA VAL DI CORNIA

VIAGGIO DI NOZZE A CAMPIGLIA

APRITIBORGO

STREGATO DA CAMPIGLIA

21 ottobre 2017

Ettore, il gatto dei pescatori


Per 18 anni, tutti i giorni, ancor prima dell'alba ha salutato e la sera aspettato sulla banchina i
pescatori che andavano e tornavano. Anche durante il giorno era lì a far compagnia con le sue fusa a chi s'affaccendava sul molo. Non è un guardiano del porto. Nemmeno un umano e neanche un cane. Era uno splendido gatto europeo, Ettore, che per chi conosce i pelosi non lo faceva solo per la "pagnotta" di pesce azzurro, seppur freschissimo, ma per una questione di feeling, anzi speculando su lingua e gatti, di feelining! Ettore non c'è più da un anno più o meno ma ha lasciato un'impronta indelebile in chi l'ha incontrato, pescatori e no. Tanto è che il 29 ottobre prossimo alle 11, sarà inaugurata una statua di bronzo che lo ricorderà, sul molo di Viareggio appunto, "Ettore il gatto dei pescatori", amato da tutta la città.
Ettore, a Viareggio, lo conoscevano tutti: era un gattone che ha vissuto la bellezza di 18 anni nei pressi di Tito del Molo. Abbandonato da cucciolo, assieme ad altri mici, di lui si sono sempre presi cura i vari bar della zona e soprattutto i pescatori Tutti gli volevano bene, era diventato la mascotte del molo di Viareggio
Pao.Ma.

Video: https://www.facebook.com/paolo.maggi.77/videos/10214168291312083/